Giocattoloo logoAnche il Museo del giocattolo di Zagarolo partecipa a “Raccontiamola giusta!”.

Il museo è il più grande d’Italia e rimarrà aperto sia sabato che domenica, con ingresso a prezzo ridotto a 2,50 euro invece di 5. Potrete acquistare i biglietti a prezzo ridotto, fino ad esaurimento (160 biglietti), presso il punto informativo dell’iniziativa, all’ingresso dell’ala ovest di Palazzo Rospigliosi (Piazza Indipendenza 6). Il museo si trova nell’ala est di Palazzo Rospigliosi.

IL MUSEO DEL GIOCATTOLO

È ospitato in 17 sale espositive del cinquecentesco Palazzo Rospigliosi, dove si estende per circa 1000 metri quadrati.

Il Museo Demoantropologico regionale del Giocattolo di Zagarolo nasce formalmente con la delibera comunale 17 del 1998.
L’amministrazione comunale desiderava utilizzare il monumentale Palazzo Rospigliosi come sede espositiva per arricchire il circuito culturale della cittadina e per coniugare un luogo storico della città con un’iniziativa proiettata verso il suo futuro.
Valutate le attrattive culturali dell’intero territorio, analizzate le diverse tipologie museali della zona limitrofa, si decise di diversificare l’offerta creando un museo fruibile indistintamente da tutta la popolazione,originale ed inedito da un punto di vista tematico in grado di saldarsi con la tradizione popolare locale ma di dialogare al contempo con le vocazioni un pubblico nazionale ed internazionale.
Pur rappresentando un settore di nicchia, in Europa esistono diversi ed importanti musei di questo tipo, a Salisburgo, a Praga, a Pietroburgo, per non citare che i più rinomati, ma anche in Italia oltre a quello di Zagarolo, sono attivi: il Museo del Burattino di Budrio, il Museo del Gioco e del Giocattolo di Lucerna San Giovanni in provincia di Torino, il Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino” di Palermo, il Museo del Giocattolo “Pietro Piratino” di Bagheria provincia di Palermo, il Museo Permanente del Giocattolo Povero di Torino e il Museo del Giocattolo e del Bambino di Milano.
Il Museo Demoantropologico regionale del Giocattolo di Zagarolo ha ampliato, progressivamente, nel tempo le sue collezioni. In seguito all’ultima acquisizione del 2005, che gli ha conferito l’assetto attuale, è divenuto, sia per il numero di oggetti posseduti che per l’ampiezza degli spazi espositivi, il più grande museo del giocattolo in Italia e uno dei maggiori in Europa.
Dapprima l’Amministrazione comunale acquisì alcuni pezzi da singoli collezionisti quali Luisa DellanzoMarina Caprai e Sabrina Alfonsi. Successivamente rilevò parte della collezione di Nella Crestetto Oppo, costituita, oltre che da diverse tipologie di giocattoli, da bambole rare e di raffinata fattura.
La collezione Oppo, per la sua qualità ed importanza, già celebrata in numerose mostre ad essa dedicate, aveva richiamato già da tempo l’attenzione di istituzioni pubbliche e private. Nonostante l’impegno della famiglia, il cui obbiettivo era di fondare, con il supporto della Regione Sardegna, un Museo Regionale del Giocattolo, il tentativo non ebbe alcun esito.
Nel 2002 il Comune di Zagarolo acquistò dagli eredi Oppo circa 70 pezzi, tra cui spiccano in particolar modo le bambole con la testa in biscuit, ma anche una rara interpretazione giapponese di cartapesta di questo giocattolo. La collezione acquistata era corredata da accessori quali vestiti, stoviglie in miniatura, servizi di porcellana, e mobili vari, sempre di piccole dimensioni.
Della collezione fanno altresì parte i giochi didattici quali il Götischer Baustyl, anni ‘30 di fabbricazione tedesca e la dettagliata Drogheria in miniatura degli anni ’40 di fabbricazione italiana.
Sono inoltre presenti numerosi automi e gli animali meccanici, ma ben documentati anche i tricicli, le trottole, per non parlare dell’attrezzatura per l’intrattenimento come i proiettori cinematografici d’epoca e la lanterna magica. Di grande pregio anche un gioco del domino nella scatola di legno originale.
Ad integrazione di questo nucleo originario furono inseriti dei teatrini della famosa collezione Signorelli.
Maria Signorelli (1908-1992), celebre scenografa e costumista, esordì come burattinaia nel 1937 e nel 1947 fondò l’Opera dei Burattini. Nel corso della sua carriera collezionò burattini e marionette italiane dal Settecento al Novecento, pezzi esotici dal Teatro delle ombre e maschere provenienti da tutto il mondo a cui si aggiunsero le sue creazioni e le opere della compagnia Piccoli di Podrecca (1914-1954). Alla sua morte la vasta collezione fu ereditata dai tre figli, due dei quali, Giuseppina e Maria Letizia Volpicelli si dedicarono al teatro dei burattini.
In particolar modo Giuseppina Volpicelli si è prodigata nella divulgazione dell’opera materna promuovendo diverse mostre.
Nel 2005 la raccolta museale ha raggiunto la sua attuale configurazione grazie all’acquisto dell’intera collezione Palmieri-Billig.
Questa collezione costituisce il nucleo centrale del Museo, da essa provengono ben 800 elementi. Questi, estremamente vari per tipologia, luogo e modalità di fabbricazione, configurano un quadro della storia del giocattolo del Novecento estremamente esauriente ed affascinante.
La collezione Billig, comprende giocattoli prodotti tra il 1900 e il 1960. Nel tempo fu integrata con la collezione Peretz.
 Inizialmente Lisa Billig e Franco Palmieri, prima della cessione al Comune di Zagarolo della loro collezione, avevano istituito La Memoria Giocosa, museo storico didattico di giochi e giocattoli del Novecento, che aveva sede a Roma nella zona del Pigneto.
Il museo romano, successivamente chiuso, si propose subito come centro divulgativo di cultura ludica.
E’ prerogativa di tutti i musei che si occupano di questo particolare settore associare alle raccolte un’intensa attività didattica e intrattenimenti di vario genere per l’infanzia.
Talmente vasta è la collezione di proprietà del Museo che di volta in volta solo una parte di essa può essere in esposizione. Per offrire al pubblico un quadro più ampio e sempre nuovo del patrimonio museale ciclicamente vengono alternate le sezioni esposte con quelle in deposito.
Il Museo Demoantropologico regionale del Giocattolo di Zagarolo ebbe la sua prima presentazione il 22 dicembre del 2000; questa dette il via ad una serie di iniziative propedeutiche all’inaugurazione ufficiale, celebrata il 18 marzo 2005.

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